La libertà sta tutta in queste parole:
“chi ha qualche utile consiglio e voglia offrirlo alla città, parli".
Ciascuno può, a volontà, farsi notare con un buon consiglio o starsene zitto.
Per i cittadini esiste forse uguaglianza più bella?
Euripide "Le supplici"
La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.
Noi giovani democratici e democratiche crediamo nella partecipazione prima ancora che nelle nostre idee, crediamo nella mente collettiva, nel bene comune, nel futuro condiviso.
Il movimento è il luogo dove vorremmo indagare un nuovo senso di comunità. Un posto dove vorremmo chiederci se oggi ha ancora un senso la speranza di condividere i diritti e di trovare soluzioni innovative ai problemi antichi. Un posto che funga da punto di accumulazione per tutti quei giovani che si sentono "democratici". Un posto che possa sempre garantire un ricambio generazionale.
E' indubbio che al giorno d’oggi certe battaglie si combattono oltre i luoghi comuni, oltre i metodi classici e canonici dell’agone politico. Parliamo del web 2.0, ovvero il progresso della comunicazione politica multimediale. Blog, Instant Messenger, hanno modificato l'accessibilità della rete. E' oggi possibile iniziare a parlare di un nuovo fenomeno: la "politica 2.0" intesa come il nuovo modo di far circolare le idee, alimentare il confronto, creare dibattito. L’interazione spesso ha portato alla nascita di movimenti, partiti, strategie. Nel terzo millennio la connessione di pensieri e opinioni avviene fra pc e telefonini. A portata di un clic, siamo collegati con persone di ogni parte del mondo: dall’Artide alla Terra del Fuoco, da Los Angeles a Tokio. Restiamo nel nostro ambito del Partito Democratico e troviamo numerosi esempi navigando.
Lo stesso segretario Walter Veltroni, da sempre attento al cambiamento, con il suo blog e sfruttando i maggiori social forum mondiali è riuscito a creare una rete così fitta di collegamenti che quasi non ha precedenti, riuscendo a mettersi in contatto anche personalmente con molti giovani che possono in buona sostanza “partecipare” al processo politico e decisionale. Ecco il nodo principale che la nuova concezione di politica dovrebbe andare a sciogliere. In un periodo sempre più povero di contenuti, ecco che la contaminazione di idee, pensieri, culture politiche può arrogarsi il diritto (e il dovere) di fungere da aggregatore di esperienze, per produrre finalmente un effettivo progresso nella società, non meramente tecnologico ma anche intellettuale. La priorità comunque resta quella di creare anche nella realtà un movimento simile per i giovani, che superi i confini del web e che porti i valori dei giovani all'attenzione dell'opinione pubblica, poichè i giovani sono il futuro del nostro Paese. Dobbiamo chiederci quanto siamo disposti ad impegnarci affinché le cose cambino.
Non possiamo a questo punto più delegare ma dobbiamo partecipare. Esistono svariate forme: i partiti, i gruppi di pressione, le associazioni, i movimenti. Dobbiamo utilizzare gli strumenti tipici della partecipazione politica al fine di imparare ad intervenire del dibattito pubblico, influenzando il processo decisionale (e di conseguenza il sistema politico) dall’interno. Obiettivo primario è la determinazione assetti e decisioni, legittimando le persone di nostra fiducia al Governo. Con il Partito Democratico siamo a buon punto, ma non ancora all’obiettivo. Ci siamo noi, i giovani, gli adulti di domani, i non-protagonisti di vecchie diatribe che ormai appartengono solo alla storia, i destinatari della politica di oggi che progetta, o influenza, così tanto il nostro avvenire. E sappiamo che abbiamo un ruolo a nostra volta importantissimo per quando diverremo padri a nostra volta.
Ed ecco allora la volontà di dare un segnale forte, un contributo personale da ciascuno di noi verso i tanti problemi che affollano i nostri pensieri e alimentano i nostri dubbi: lavoro, ambiente, rispetto reciproco, famiglia, diritti. Un contributo all'analisi del nostro tempo e all'elaborazione delle vie d'uscita da quelli che appaiono vicoli ciechi. Tutto questo utilizzando ogni metodo disponibile per favorire e ampliare la circolazione di idee. Un altro mondo è possibile, ma spetta a noi costruirlo partendo dal basso.
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